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scritto da Davide Bellalba

DONNE D' AMORE

Roma: al teatro Planet una rassegna teatrale tutta al femminile

08 10 2009 (Teatro)

“Donne d’amore” rassegna di monologhi al femminile, scritti da autrici E.n.a.p. (Ente Nazionale Assistenza e Previdenza Pittori e Scultori, Musicisti, Scrittori e Autori Drammatici) andrà in scena dal 13 al 18 ottobre 2009 nella Sala Teatro Planet di Roma diretta da Caterina Costantini.La rassegna ha il patrocinio della Camera dei Deputati.L’obiettivo della rassegna è quello di promuovere la nuova drammaturgia femminile,  anche lo staff è composto in gran parte di donne: autrici, regista, aiuto regista, scenografa, costumista, musicista, fotografa di scena.L’organizzazione della Rassegna, che potrebbe divenire un appuntamento annuale ed estendersi a livello nazionale, sarà curata da Virginia Barrett   (autrice e regista) e da Carlangelo Scillamà (autore teatrale), membri della Commisione E.n.a.p. autori drammatici.Le autrici e i monologhi sono: Anna Cantagallo  “Grammi d’amore” interpretato da Ketty Roselli per la regia di Virginia Barrett nel quale si affronta il tema dell’anoressia. La trama narra di una donna, Lucia, al suo epilogo matrimoniale con Paolo: tra loro il problema della sua anoressia. Per difesa, l’anima di Lucia si è sfaccettata: come in un cristallo si specchiano la Lucia teatrale che gioca a fare l’attrice di soap opera con l’analista per sfuggire il suo aiuto professionale, dall’altro la Lucia intima alla ricerca delle parole per dire la sua verità al marito, affiancate dalla Lucia segreta, l’unica che può raccontare il segreto inconfessabile. Antonella Pagano  “Plurilogo per un’attrice sola” con Elena Salvi regia di Carlangelo Scillamà (Antonella Pagano, con il monologo intitolato:”Plurilogo”, affronta uno dei temi più importanti della scena contemporanea: “il rapporto tra la poesia e il teatro”. Il teatro è, generalmente, un luogo inospitale per la poesia, che rimane costretta nella messinscena. La condizione necessaria perché la poesia trovi in teatro un suo humus è che il teatro lavori poeticamente; vale a dire come Musica e non come Rappresentazione. Quando poesia e teatro s’incontrano nel corpo dell’attore, allora nasce la poesia vivente! Il personaggio teatrale è il suo discorso; si rispecchiano e si chiariscono l’un l’altro.Liliana Paganini con “Le gocce” con Kristina Cepraga regia di Virginia Barrett (Una giovane donna, immigrata da un paese dell’est, per amore di un delinquente, si fa coinvolgere nel rapimento di un neonato. Nel momento in cui dovrebbe aggiungere al latte le gocce di sonnifero per addormentare il bambino, entrano in conflitto la madre e donna che sono in lei. Lilli Maria Trizio “La sceneggiata” con Iaia Corcione regia di Carlangelo Scillamà (Alla ricerca di un uomo che soddisfi le sue diverse esigenze, la protagonista di questo monologo decide di dividersi tra tre uomini caratterialmente profondamente diversi. La specie “femminile” avendo subito per secoli il potere maschile, a volte, come se sentisse il richiamo della foresta, desidera lo strapazzamento di “un uomo forte”. Lucia Lasciarrea “Come panni bianchi al sole” con Antonella Di Vincenzo regia di Caterina Costantini (L’azione si svolge in un possibile futuro dove, in una terra devastata da disastri ecologici e guerre, gli esseri umani cercano di sopravvivere. È un territorio senza storia e senza ricordi in cui tutto è andato perduto…o quasi. In questo mondo c’è una donna, una barbona si direbbe, senza qualità. Però è in grado di ricordare! È quindi merce preziosa. Saranno proprio i barlumi di reminiscenza che potranno ricondurre gli uomini sul sentiero della civiltà. Il pensiero del cibo può diventare dominante quando si è a stomaco vuoto da troppo tempo. Cibi dimenticati riaffiorano alla mente e cibi rari come le arance e i limoni… Il monologo è in definitiva un inno alla memoria, di cui la donna diventa privilegiata custode, attraverso immagini… suoni… odori… sensazioni…)Luciana Luppi “L’offesa” con Fatima Ali regia di Virginia Barrett (È un monologo che affronta il tema di quel barbaro oltraggio conosciuto come "infibulazione", l'orribile mutilazione, purtroppo ancora ampiamente diffusa in diversii Paesi, che asseconda l'egoismo e la volontà di sopraffazione di un certo mondo maschile e che priva la donna della sua più intima sensibilità e della gioia dell'amore, riducendola ad un oggetto passivo. In ultima analisi, nella tragica storia raccontata in prima persona dalla protagonista, si può leggere anche la metafora della sofferenza disperata per ogni forma di castrazione sia fisica che psicologica, quale negazione della vita.)Luisa Sanfilippo “Dante, imaginary conversations” diretto e interpretato da Luisa Sanfilippo (Quasi una fiaba allegorica, rivelatrice e misteriosa, grottesca e ironica. Un dialogo immaginario, un incontro metafisico con il Sommo Poeta (solo evocato, ma di cui si avverte la pregnante presenza). Una donna, durante una delle sue escursioni marittime, immagina strane presenze femminili che dovrebbero sostenere l’esule poeta, deluso in qualche sua aspettativa. Sarà però una Veggente a rivelare a Dante un accadimento così straordinario da indurlo a nuove sollecitazioni, non solo poetiche, ma soprattutto umane. Lo spettacolo, adesso in versione monologo, in cui l’autrice interpreta più personaggi, fa parte di una più ampia scrittura scenica).Patrizia Monaco ”La trama di Penelope” con Vita Rosati regia di Caterina Costantini (Dopo più o meno tremila anni di paziente silenzio, Penelope ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti. Dall’Ade, con molta ironia, le rivelazioni della cugina di Elena di Troia, la donna più bella del mondo, di cui anche Ulisse era innamorato. Nel monologo, La trama di Penelope, liberamente tratto dal racconto Penelopiad di Margaret Atwood, è “Eros, dolce amaro indomabile serpente”, il vero protagonista)Patrizia Parisi “Eva” con Maria Grazia Bordone regia di Carlangelo Scillamà (Il monologo lambisce le anime delle tre età (la nascita, l’adolescenza e la maturità) di Eva. Tre momenti accomunati dalla voglia di dire, dare, assorbire e trasmettere il mistero della vita senza mai riuscirci. La protagonista è vittima dell’incomunicabilità. Il desiderio di manifestare il proprio disagio, la propria gioia,la proprie necessità diventa solitudine, smarrimento e violenza.Sarà proprio questa impossibilità di comunicare a salvarle la vita.)Pilar Castel “...di donne e di emergenze...” diretto e interpretato da Pilar Castel (Brani tratti da Donna del mio tempo, a sua volta un collage di una trentennale esperienza teatrale, è uno spettacolo di video, brevi scene teatrali, ma soprattutto poesie accompagnate da musiche funky, pop, blues. Parte dall'emergenza identità della donna a quella del nucleare, dell'amore, del lavoro, dell'aids, della droga, dell'acqua, della pace, per finire con "ripercorrerti utopia". Teatro sandwich, lo spettacolo ha come scenografia, fra un mondo morituro affogato in un mare di stracci e la bambola della pace pugnalata, l'evolversi di un fondale dipinto dal vivo. Alla fine dello spettacolo, frutto del gioco La Poeteca, viene letta una poesia collettiva del pubblico. ...di donne e di emergenze... poesia, video, cabaret, musica, pittura dal vivo ...di donne e di emergenze...)Simona Almerini “Il sonno del geco” con XXXX regia di Virginia Barrett (Una camera da letto diventa lo spazio simbolico in cui una giovane donna affronta i suoi desideri, le sue paure e l’attrazione verso un mondo onirico nel quale sperimenta due coscienze incrociate. Suo compagno di stanza un piccolo geco, simbolo di morte e rinascita).La rassegna il cui ingresso è libero avrà un risvolto benefico, verranno raccolti fondi per un progetto tutto al femminile: la “Casa laboratorio” per donne del villaggio di Chibumagwa, nella regione di Singida in Tanzania voluto e organizzato da suor Carmina Marsano, una infaticabile missionaria che da 35 anni opera in Africa. Il progetto promosso  in loco da suor Carmina e da una associazione di donne “Msamaria Mwema” ha lo scopo di promuovere il lavoro femminile, per garantire l’autosostentamento e  la sopravvivenza, salvando da uno stato di estrema indigenza in cui vivono in Tanzania tante ragazze madri con i loro piccoli.


(Davide Bellalba)