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Amnesia VivaceOn line mese di gennaio 2005 www.amnesiavivace.com
"Titolo provvisorio:senza titolo" di Antonio Tagliarini
Roma, Acquario Romano, Enzimi Festival 2004 Collaborazione alle scene e costumi: Fabrizio Bianchi. Produzione: Placet 3.
Alcuni oggetti, un paio di costumi, parole essenziali (a volte fino al canto), musica e spazialità del corpo (a volte fino alla danza). Questi glingredienti dello spettacolo di Antonio Tagliarini. Un teatro povero, ricco di fantasia. Uno spettacolo inafferrabile, fatto di nuvole in movimento, che sorprende e coinvolge come è necessario. Comunicazione ed espressione, soggettività e oggettività, disvelamento performativo e rappresentazione vanno di pari passo. Nessuna realtà doppiata. Neanche lombra del teatro didattico.
Lautore invece di raccontare una storia, sceglie una situazione, fatta di frammenti nati dallesperienza e dallosservazione della vita. Lontano dalle voglie mimetiche assai diffuse, Taglierini si muove tra cielo e terra con impressionistiche abilità e leggerezza, accompagnandole con lironia che porta dipinta sulle labbra. Non so se questa lo salvi dalla vita. Di certo ironia e leggerezza salvano lo spettatore accorto dalle parole armate dellassoluto ideologico, dalle distinte di sentimenti, dalla descrizione di psicologie, e perciò dalla chiacchiera, regalandogli piccoli stupori e un ilare appagamento dei sensi.
Lo spettacolo, come suggerisce il titolo, sembra che non voglia dire niente, niente dimportante, niente di definitivo. Tutto è provvisorio. Cè e non cè. Si vede e non si vede. Come il bisogno di raccontare qualcosa, il piacere di disvelarsi, il desiderio di perdersi per meglio ritrovarsi, labile gioco tra vero e falso. Sono cose importanti? Non lo so. Un topo schiacciato, una donna che uccide il marito e i due figli, un paio di scarpe che dialogano prima di essere messe in vetrina sono cose importanti? So che lo diventano. E non è un merito di poco conto. Sarebbero effimere e inconcludenti, se non avessero il candore della sincerità, se non avessero la ricchezza delle connessioni interne e di qualche significato di rimbalzo, se non fossero sostenute dalla pregnanza del comportamento poetico. Cose raccontate come? Stendendo veli, seminando allusioni, lanciando ammiccamenti sulla strada della comunicazione transitiva.
Con questo spettacolo Tagliarini conferma di essere uno dei giovani interpreti più bravi e preparati nel panorama del teatro nazionale, capace di trasformare il poco o il nulla in materia volatile stupefacente, nel quadro di riferimento delle variegate forme di teatro totale. Credere per vedere. (Alfio Petrini).
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