Amnesia Vivace
"LOSPITE" di Alfio Petrini
"Porcile", "San Paolo", "Petrolio" e soprattutto il romanzo "Teorema" sono le opere cui fanno riferimento i Motus per la creazione dellultimo spettacolo "Lospite". Al centro il tema dellirruzione di un giovane nella famiglia dellindustriale Carlo e, di rimbalzo, quello della morte e del deserto. Il deserto della solitudine e della negazione della storia. Il deserto delle periferie romane, napoletane e tusisine. Larrivo dellospite è un fatto esterno, estremo, che incide profondamente nel nucleo famigliare. E un fatto violento che genera una frattura. Possedere è il male. Essere posseduti è invece godere della grazia, cioè dellamore allo stato puro. Lamore che il giovane dona a tutti i componenti la famiglia è un amore scandaloso, fuori dalle regole e dai compomessi. E un amore che distrugge. Carlo, che aveva sempre posseduto e che non avrebbe mai immaginato di essere posseduto, scopre il vuoto attorno a sé. Scopre il deserto, luogo di rifugio. Rifugio dal quale si può tuttavia ricominciare. Il viaggio va dai mitici anni sessanta fino agli anni settanta, contrassegnati da tali e tanti avvenimenti che generarono in molti una visione pessimistica della vita politica e della storia. Le stragi di Bologna e di Brescia, luccisione di Kennedy, i golpe, le crociate anticomuniste, assieme alla rivoluzione sessuale, alla caduta del tabù dellincesto e agli eccessi di ogni tipo, determinarono una cultura che mise insieme la sessualità fredda e ripetittiva con la logica dellordine e delle stragi fasciste. Si tratta di un viaggio che nello spettacolo non può che terminare con la morte. Perché solo la morte ha senso. E dopo la morte cosa resta? Un urlo che dura nel tempo. Quello di Pasolini. Lo spettacolo dei Motus si fonda su una miscela linguistica formalmente perfetta e sostanzialmente efficace, che determina una forte partecipazione emotiva, con significati diretti e di rimbalzo. La spazialità dei corpi, i suoni e le immagini sintrecciano in una scrittura scenica limpida e seducente. La luce dellombra si addensa in sequenze di raffinata e delicata poesia. I Motus coniugano comunicazione ed espressione artistica con uno stile inconfondibile, che li caratterizza come gruppo in continuo movimento di ricerca, capace, tra i pochi, di realizzare progetti in aree intermediali e sinestiche.
Motus LOSPITE di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò Tratto dal romanzo Teorema di Pier Paolo Pasolini Con: Catia Dalla Muta, Dany Greggio, Franck Provvedi, Daniele Quadrelli, Caterina Silva, Emanuela Villagrossi Cura delle parole: Daniela Nicolò Cura dei suoni: Enrico Casagrande Consulenza letteraria: Luca Scarlini Riprese: Simona Diacci, Enrico casagrande Motion Graphic: p-bart.com Video Contribution Engineering: Giovanni Ghirelli Progetto scenico: Fabio Ferrini Responsabile tecnico: Michele Altana Fonica: Carlo Bottos, Marco Giovanetti Progettazione luci: Gwendal Mallard Costumi: Ennio capasa per Costume National Fotografie: Federica Giogetti Ufficio stampa e promozione: Sandra Angelini in collaborazione con Giorgio Andriani Direzione della produzione e amministrazione: Marco Galluzzi in collaborazione con Cronopios Logistica: Roberta Celati
Una produzione Motus e Theatre National de Bretagne, Rennes, in collaborazione con satarcangelo dei Teatri, La Ferme deu Buisson Scène Nationale de Marne-La Vallée e con Teatro Sanzio di Urbino, Teatro Lauro Rossi di Macerata, AMAT e il sostegno di Provincia di Rimini, Regione Emilia-Romagna. Roma, Teatro Vascello, dal 18 al 20 marzo 2005.
|