ARMONIE E DISARMONIE, MISTERO DELL' INTERIORITA'
Note su Dis-Armonie, scritto ed
interpretato da Luisa Sanfilippo. Teatro Sala Planet. Rassegna Donne
damore
In ogni caos cè un cosmo, in ogni disordine un
ordine segreto. A quanto possiamo discernere, lunico scopo dellesistenza umana
è di accendere una luce nelloscurità del mero essere. (Carl Gustav Jung)
(nostro servizio)
Roma- Luniverso femminile è una
voce autorevole, ma dai contralti sapientemente modulati. Tra le vibrazioni di questo
suono cosmico corre linquietudine, il desiderio di riscatto, la battaglia contro il
silenzio, le riflessioni sullesistenza. Luisa Sanfilippo in "Dis-Armonie",
monologo ironico-satirico, da lei stessa diretto ed interpretato, da voce in modo
magistrale al mondo muliebre, svelandone linteriorità, i dissidi dellio, le
sfaccettature, gli spigoli e il profondo mistero che si cela dietro ogni donna. Nello
scrivere il testo, e successivamente nellinterpretarlo, tiene conto soprattutto dei
multiformi e svariati dilemmi che si agitano in ognuno di noi. Il concetto di ordine e
disordine, metaforicamente circoscritto alle mura domestiche si trasferisce di rimando
alla nostra vita interiore, dove il disordine diviene casualità, caos e movimento, mentre
lordine è staticità e ripetitività. E così che, Luisa attraverso le
profonde modulazioni della sua voce fa nascere due diverse creature che dialogano tra loro
sdoppiandosi. Lordine che, vuole lorganizzazione e ci rende pericolosi perché
ripetitivi e scontati e il disordine che mette costantemente in discussione una identità
bloccata da una scarsa regolamentazione mentale. Convivono così queste due donne che,
contrappongono da un lato il caos, fatto di un accumulo di memoria e tracce del nostro
vivere quotidiano e dallaltra lordine che implica di dover scegliere e
valorizzare alcune situazioni ed eliminarne altre.
La Sanfilippo interpreta in modo
originale il suo testo, avvalendosi dellironia per fare unanalisi lucida e
attenta dei dissidi che albergano nella natura umana. Sono pochi gli strumenti di cui
dispone: una scenografia scarna e minimale, composta da un piccolo tavolo e tra le mani
una penna e un taccuino. Il saggio che lei stessa vorrebbe scrivere, mentre recita il
monologo, fluisce come la corrente di un fiume, tra alti e bassi della modulazione che
impone alla sua voce. Una recitazione quasi ipnotica la sua che, cattura mente e spirito
della platea. Il continuo gettito di concetti che fa affluire al pubblico, è finalizzato
unicamente a farci esplorare quel mare che è dentro di noi, dove lordine si
contrappone al disordine a seconda del ciclo vitale che stiamo attraversando. Onde su onde
che si stratificano per poi divenire un caos calmo. Grazie allintelligenza
sequenziale, tipica della sua recitazione, lattrice riesce a svelare con
disinvoltura i nessi di causa ed effetto che lordine e il disordine provocano sulle
stagioni dellesistenza.
In realtà il monologo è lo specchio
dellessere e dellapparire, laddove lessere è caratterizzato dal
disordine e lapparire sposa completamente il concetto di ordine. Il palcoscenico
dove avviene questo confronto non è più il luogo magico per fornire unillusione,
ma il luogo dove la realtà interiore delluomo viene messa a nudo di fronte al
pubblico. Così la casa, dove rincorre affannosamente oggetti, suppellettili, ricordi, si
trasforma in un viaggio interiore volto a svelare lidentità e i turbamenti che
vivono nella nostra anima. Lautrice sembra volerci ricordare ad ogni passo del
monologo che, siamo nati nel caos ed è da questo stato primordiale che abbiamo
riorganizzato il corso del mondo. Lordine e il disordine, in realtà nemici uno
dellaltro, cooperano sempre in un certo modo per riequilibrare. Ed è proprio su
questa base che Luisa gioca ironicamente e con satira sapientemente dosata a risolvere il
quesito: Può essere il disordine principio dellordine? Può diventare
terapeutico per arrivare allordine? . Il concetto espresso sembra in un primo
momento di difficile comprensione. In fondo la bravura di questa straordinaria attrice
teatrale risiede proprio nel saper sviscerare quella logica che rende agevole
linterpretazione del concetto. Caos e stabilità diventano per sola sua voce due
termini che solo apparentemente si escludono, in quanto sono presenti in tempi diversi in
ognuno di noi, coabitando sia nella nostra realtà materiale quanto in quella spirituale.
Dominando la contraddizione evidente che nasce dallaccostamento ordine-disordine,
Luisa riesce nel suo racconto a farci comprendere invece quanto queste due nozioni siano
una propedeutica dellaltra. Esiste armonia nella disarmonia, come esiste ordine nel
disordine.
Il testo inoltre ci illumina su un
particolare: nella mente abbiamo due stanze, una ordinata, precisa e metodica,
laltra caotica e disorganizzata. Nel nostro percorso esistenziale scegliamo se
abitare nelluna o nellaltra, sapendo comunque di avere sempre una
corrispondenza biunivoca con una o laltra porta. Luisa Sanfilippo ha saputo
sperimentare con maestria nel suo monologo la sistemazione razionale dellordine
nello spazio interiore ed esteriore dellanimo, contrapponendolo al caos e
indicandoci alla fine la bussola con la quale navigare tra i due diversi ordini. A Luisa
Sanfilippo, dedico il mio testo, riconoscendo la grande umiltà che alberga nel suo animo.
Ha cercato il mio volto sconosciuto tra la folla, affinchè fossi strumento di
divulgazione della sua grandiosa arte della recitazione. Il suo volto provato dalla
stanchezza , dalla fatica e dal sudore, mi hanno confermato il duro lavoro che si cela
dietro la preparazione di un opera teatrale. La voce di questa donna è la voce
della coscienza che risiede in ogni essere umano. Ancora una volta sono fiera di aver
avuto lopportunità di scrivere questo testo per lei. |